Chiose dalla panchina – n. 4
Lettera al geometra Franco Magnano
“Ma in ogni caso – questo è il punto che mi preme sottolineare – la “soluzione politica”, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti” (Giorgio Napolitano, 6 marzo).
Milano, 7 marzo 2010
Buongiorno signor Magnano, come va? E’ lei Francesco Magnano, vero? O Franco, Franco Magnano? Non si sa. Quel che si sa di lei è così poco. Lei è geometra, vero? “Geometra di fiducia di Berlusconi” dicono giornali e agenzie. Nessun cv si trova in rete. Nessuna esperienza amministrativa o politica. Un ritagliuccio dice che nel 2007 lei fu al centro di una lottizzazione compiuta su 30 ettari adiacenti a Villa Certosa in Sardegna. Un altro dice che starebbe lei dietro alla nuova impresa lottizzatrice di “Milano 4”, ma è avaro di particolari. Poi tutte le informazioni girano attorno alla questione del “geometra brianzolo di fiducia”.
Ecco, come si sente? L’ha saputo che con il reintegro della corazzata PDL e relativo listino lei deve stare tranquillo. Sta nel listino, vero? Beh senza fare nulla, ma proprio nulla, lei verrà eletto consigliere di maggioranza, sicché il suo stipendio “di fiducia” adesso glielo verserà il contribuente italiano, non più la cassa di famiglia, quella di Arcore diciamo. Se magari strapperà anche un incaricuccio (magari una presidenzina della Commissione Infrastrutture o cose simili) lei avrà anche macchina, segretaria, assistente, ufficio stampa. Come la vive la cosa? Glielo hanno detto che mentre lei – insieme al massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli e all’igienista dentale del premier (ed ex soubrette) Nicole Minetti – cambierà la fonte dello stipendio senza neanche far girare un cv, ecco limitiamoci a questi tre eletti sicuri, mentre questo succederà ormai perché il destino è dalla sua, altri tre candidati alle elezioni – un professore universitario del Politecnico tra i maggiori specialisti italiani di economia sanitaria (materia cardine delle competenze regionali), un altro professore universitario sociologo dei processi culturali di chiara fama allo IULM di Milano (un ottimo assessore alla cultura, diciamo) e ancora un autorevole istologo dell’Università degli Studi di Milano (assai esperto nelle politiche dell’assistenza) – scusi, limito il caso a questi tre, per par condicio quantitativa, tutti e tre in un altro “listino”, ebbene nessuno di questi tre potrà neppure misurarsi formalmente con l’elettorato? Già, perché per imperfezioni formali, come direbbe il ministro La Russa, per non avere la lista che li presenta (scusi, ho dimenticato di dire che si tratta della Lista Bonino Pannella, che a Milano alle ultime elezioni europee ha superato il 5 % dei consensi) voluto aggiungere firme false o imperfette, ne mancano un po’ a fare il tetto di legge, ebbene nessun decreto si è occupato del loro elettorato, nessuna norma “interpretativa” ha restituito loro al loro elettorato. Come vede mi sono chiamato fuori (con i miei ormai parecchi anni di università e molti anni pregressi di alta direzione nelle istituzioni statali e regionali) perché in quella lista mi sarebbe toccato cercarmeli uno a uno i voti (orrore, vero?) e quindi sarei stato fuori da questa tenzone puramente viurtuale. Virtuale ma, come immagina, ineguale. Infatti da qualche giorno i miei chiari colleghi sono “deposti”, sono tornati alle loro occupazioni, alla loro ricerca, ai loro studenti e stia tranquillo non metteranno piede nell’aula consiliare e non riceveranno nessuno dei benefici che il “destino interpretativo” ha riservato a lei e ai suoi neo-politici prossimi colleghi. Come la vive, geometra Magnano? Prima o poi racconti qualcosa di sé, permetta al “popolo della libertà” di capire che quando si condivide la sorte di un grande partito si vince più facilmente al superenalotto. Faccia il suo spot. Ma sia convincente,però, geometra. Perché quel video poi andrà su Youtube, sa. Ci va quasi tutto. I ragazzi ne vedono i più divertenti ogni mattina, prima di andare a scuola o all’università, per commentare poi con i compagni le cose più strampalate, per scoprire le castronerie della pubblicità (è lo sport più diffuso ormai). E nella “pubblicità” essi mettono anche la “propaganda”. Glielo dice uno che se ne intende e che ci parla poi, ascoltando il modo che hanno di intercettare in rete le “stravaganze” trasformando dei personaggi inconsapevoli in animaletti da gabbia. Creda, geometra, è la vendetta di una generazione che sembra stupidella e rassegnata, ma poi ha una strana e accurata informazione. E quando scopre vicende come la sua ha due possibilità: quella emulativa e dica lei se questa è una pedagogia raccomandabile per la nostra gioventù, perché se lei lo sosterrà questa sarà finalmente una “proposta politica”; oppure quella ridicolizzante, che viene messa in giro già ora, non dal video che lei non ha mai girato, ma dai politici di lungo corso del suo stesso partito che sono finiti fuori carreggiata per lasciarle il posto. Credevano che ci fossero certe regole del gioco. Ma poi, prima di chiudere le liste, qualcuno le ha “interpretate”.
Stefano Rolando
Deposto candidato della Lista Bonino Pannella a Milano e a Como