I Domenicani contro il decreto interpretativo

March 8th, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

ANSA 08 marzo, 13:09

Regionali: domenicani contro decreto, minacciato stato diritto

Pregiudica “il rispetto delle regole del gioco” poiché “le cambia mentre il gioco stesso si svolge”

CITTA’ DEL VATICANO – I padri domenicani si schierano contro il decreto ’salva-liste’, che a loro dire pregiudica “il rispetto delle regole del gioco” poiché “le cambia mentre il gioco stesso si svolge”. Paventando persino una “minaccia per lo Stato democratico”, i domenicani stigmatizzano inoltre il “messaggio culturale” per cui “il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare”.

In un comunicato della loro Commissione nazionale “Giustizia, Pace e Creato”, i domenicani prendono posizione “in difesa dello Stato democratico e di diritto, che – spiegano – vediamo gravemente minacciato da una serie di provvedimenti legislativi, in cui si inserisce, da ultimo, il decreto legge interpretativo cosiddetto salva liste”. La Commissione composta da frati, monache, laici e suore critica in particolare l’articolo 1 del decreto “che dà preminenza ai diritti dell’elettorato rispetto alle formalità”. In verità, secondo i padri domenicani, “derubricare a mere formalità le norme sulle modalità e i termini di presentazione delle liste elettorali – peraltro a tutti note – significa anzitutto togliere peso al rispetto delle regole del gioco, cambiandole mentre il gioco stesso si svolge”.

“E’ inoltre grave – aggiunge la Commissione Giustizia e Pace, presieduta da padre Giovanni Calcara – che, ormai da tempo, si dia ai cittadini questo messaggio culturale: che il diritto possa intervenire immediatamente e in una logica emergenziale in risposta a qualsivoglia situazione, personale o comunque assai particolare”.

I domenicani sottolineano che “i canoni classici della norma giuridica sono infatti – oltre alla bilateralità e alla coercibilità – la generalità e l’astrattezza. La norma, cioé, è necessariamente prolettica, recando una disciplina valevole per tutti e prima che il fatto si verifichi”.

“Pertanto – concludono – se, ad ogni evento specifico scomodo magari per pochi, si interviene subito mediante nuove norme, si distrugge la certezza dei rapporti giuridici e si incide sul senso della responsabilità personale, privata di punti di riferimento stabili anche in termini di sanzioni, di qualunque tipo esse siano”.

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Chiose dalla panchina

March 8th, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Chiose dalla panchina – n. 4

Lettera al geometra Franco Magnano

 

Ma in ogni caso – questo è il punto che mi preme sottolineare – la “soluzione politica”, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici, avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, in un provvedimento legislativo che intervenisse tempestivamente per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali con la piena partecipazione dei principali contendenti” (Giorgio Napolitano, 6 marzo).

 

Milano, 7 marzo 2010

Buongiorno signor Magnano, come va? E’ lei Francesco Magnano, vero? O Franco, Franco Magnano? Non si sa. Quel che si sa di lei è così poco. Lei è geometra, vero? “Geometra di fiducia di Berlusconi” dicono giornali e agenzie. Nessun cv si trova in rete. Nessuna esperienza amministrativa o politica. Un ritagliuccio dice che nel 2007 lei fu al centro di una lottizzazione compiuta su 30 ettari adiacenti a Villa Certosa in Sardegna. Un altro dice che starebbe lei dietro alla nuova impresa lottizzatrice di “Milano 4”, ma è avaro di particolari. Poi tutte le informazioni girano attorno alla questione del “geometra brianzolo di fiducia”.

Ecco, come si sente? L’ha saputo che con il reintegro della corazzata PDL e relativo listino lei deve stare tranquillo. Sta nel listino, vero? Beh senza fare nulla, ma proprio nulla, lei verrà eletto consigliere di maggioranza, sicché il suo stipendio “di fiducia” adesso glielo verserà il contribuente italiano, non più la cassa di famiglia, quella di Arcore diciamo. Se magari strapperà anche un incaricuccio (magari una presidenzina della Commissione Infrastrutture o cose simili) lei avrà anche macchina, segretaria, assistente, ufficio stampa. Come la vive la cosa? Glielo hanno detto che mentre lei – insieme al massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli e all’igienista dentale del premier (ed ex soubrette) Nicole Minetti – cambierà la fonte dello stipendio senza neanche far girare un cv, ecco limitiamoci a questi tre eletti sicuri, mentre questo succederà ormai perché il destino è dalla sua, altri tre candidati alle elezioni – un professore universitario del Politecnico tra i maggiori specialisti italiani di economia sanitaria (materia cardine delle competenze regionali), un altro professore universitario sociologo dei processi culturali di chiara fama allo IULM di Milano (un ottimo assessore alla cultura, diciamo) e ancora un autorevole istologo dell’Università degli Studi di Milano (assai esperto nelle politiche dell’assistenza) – scusi, limito il caso a questi tre, per par condicio quantitativa, tutti e tre in un altro “listino”, ebbene nessuno di questi tre potrà neppure misurarsi formalmente con l’elettorato? Già, perché per imperfezioni formali, come direbbe il ministro La Russa, per non avere la lista che li presenta (scusi, ho dimenticato di dire che si tratta della Lista Bonino Pannella, che a Milano alle ultime elezioni europee ha superato il 5 % dei consensi) voluto aggiungere firme false o imperfette, ne mancano un po’ a fare il tetto di legge, ebbene nessun decreto si è occupato del loro elettorato, nessuna norma “interpretativa” ha restituito loro al loro elettorato. Come vede mi sono chiamato fuori (con i miei ormai parecchi anni di università e molti anni pregressi di alta direzione nelle istituzioni statali e regionali) perché in quella lista mi sarebbe toccato cercarmeli uno a uno i voti (orrore, vero?) e quindi sarei stato fuori da questa tenzone puramente viurtuale. Virtuale ma, come immagina, ineguale. Infatti da qualche giorno i miei chiari colleghi sono “deposti”, sono tornati alle loro occupazioni, alla loro ricerca, ai loro studenti e stia tranquillo non metteranno piede nell’aula consiliare e non riceveranno nessuno dei benefici che il “destino interpretativo” ha riservato a lei e ai suoi neo-politici prossimi colleghi. Come la vive, geometra Magnano? Prima o poi racconti qualcosa di sé, permetta al “popolo della libertà” di capire che quando si condivide la sorte di un grande partito si vince più facilmente al superenalotto. Faccia il suo spot. Ma sia convincente,però, geometra. Perché quel video poi andrà su Youtube, sa. Ci va quasi tutto. I ragazzi ne vedono i più divertenti ogni mattina, prima di andare a scuola o all’università, per commentare poi con i compagni le cose più strampalate, per scoprire le castronerie della pubblicità (è lo sport più diffuso ormai). E nella “pubblicità” essi mettono anche la “propaganda”. Glielo dice uno che se ne intende e che ci parla poi, ascoltando il modo che hanno di intercettare in rete le “stravaganze” trasformando dei personaggi inconsapevoli in animaletti da gabbia. Creda, geometra, è la vendetta di una generazione che sembra stupidella e rassegnata, ma poi ha una strana e accurata informazione. E quando scopre vicende come la sua ha due possibilità: quella emulativa e dica lei se questa è una pedagogia raccomandabile per la nostra gioventù, perché se lei lo sosterrà questa sarà finalmente una “proposta politica”; oppure quella ridicolizzante, che viene messa in giro già ora, non dal video che lei non ha mai girato, ma dai politici di lungo corso del suo stesso partito che sono finiti fuori carreggiata per lasciarle il posto. Credevano che ci fossero certe regole del gioco. Ma poi, prima di chiudere le liste, qualcuno le ha “interpretate”.

Stefano Rolando

Deposto candidato della Lista Bonino Pannella a Milano e a Como

 

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Risposta pubblica a Napolitano

March 6th, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Rispondo qui, pubblicamente, alle motivazioni che il Presidente della Repubblica ha esposto per la firma del ‘decreto interpretativo’. Motivazioni pubblicate sul sito del Quirinale.

“Prima di tutto mi sento profondamente offeso, ed anche, profondamente preoccupato, da tali motovazioni.

Il Presidente scrive: “Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi”.

Sig. Presidente, la questione era esattamente l’opposto rispetto a quella da Lei enunciata. Non era una questione di diritti degli elettori ma di responsabilità delle forze politiche, responsabilità che si sono ripercosse sull’elettorato per colpe interne dei partiti. Presidente, le norme non sono un accessorio ma hanno una ragione d’essere che è quella di porre tutti i soggetti sullo stesso piano giuridico. Piano che Lei ed il governo avete scardinato. Presidente, noi Radicali abbiamo presentato le firme rispettando tutte le norme e siamo stati esclusi dalla competizione elettorale. I nostri elettori non hanno diritto ad essere tutelati anch’essi? Presidente, per le forze politiche che hanno agito rispettando le norme non sono previsti ulteriori decreti interpretativi?

Presidente Napolitano, fin dove arriva il confine entro cui una parte politica si può spingere? Fin dove la legge si può interpretare, violare, calpestare? Sarebbe meglio che ce lo spiegasse, ma soprattutto sarebbe meglio che lo spiegasse ai partiti.”

Aldo Guffanti

 




 

 

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Esposto dei Radicali di Como in Procura della Repubblica

March 6th, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Associazione Radicali Como
www.radicalicomo.it

Nota per la stampa

Esposto dei Radicali di Como in Procura  della Repubblica a Como per richiesta controlli “a tappeto” su regolarità firme e su comportamento media nel territorio coerente a disposizioni legge

Como 6.3.2010

Si acclude copia dell’esposto che questa mattina l’Associazione Radicali Como ha presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale.
“Abbiamo svolto un passo a tutela dei diritti dei cittadini-elettori – ha dichiarato il segretario della Associazione dei Radicali di Como Aldo Guffanti – azione che in questi giorni è stata del resto anche invocata dallo stesso presidente uscente della regione Lombardia, nel pieno convincimento che questa campagna ha visto infinite irregolarità e, per quel che ci riguarda, assolute regolarità. Così da lasciare all’azione della magistratura – che deve essere arbitro di simili contesti – il diritto/dovere di agire per tutelare la verità e garantire il corpo elettorale”.

 

 

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Lettera al Presidente della Repubblica

March 6th, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Egr. Sig. Presidente Napolitano, come potrà vedere dall’ora di spedizione di questa email è tarda notte. Mi prendo la briga di scriverle a quest’ora perchè tornando a casa in macchina ho sentito per radio che Lei appoggerebbe un decreto interpretativo per reintegrare le liste del PdL in Lazio e Lombardia permettendogli di partecipare alle prossime elezioni regionali.
Sig. Presidente che significa decreto interpretativo? Me lo spieghi perchè non ho capito.
Forse significa che ognuno può interpretare la legge come gli fa più comodo? O forse significa che il PdL è al di sopra della legge? O che i politici del PdL sono al di sopra della legge? Oppure significa che i più forti devono averla sempre vinta costi quel che costi? O ancora significa legalizzare la raccolta fraudolenta delle firme?
Glielo chiedo, non da radicale, ma da cittadino italiano che ha sempre pensato, fino a questo momento, che la legge sia uguale per tutti, chiunque egli sia; e lo penso, Presidente, perchè ricordo sempre il primo comma dell’art. 3 della Costituzione ove si dice “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. “. Di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali Sig. Presidente.
Questo decreto interpretativo, invece, porrebbe alcuni soggetti sopra o al di fuori della legge.
Le ricordo inoltre che Silvio Berlusconi non è soltanto il Presidente del Consiglio degli elettori del PdL ma lo è di tutti gli italiani, anche di chi non ha votato per il suo partito. Un simile intervento del governo sarebbe quindi, di conseguenza, un distinguo fra gli elettori di una parte politica e tutti gli altri, dato che MAI si sono promulgati decreti interpretativi a favore di qualche altra forza politica.
Spero di avere da lei delucidazioni in merito.
Cordiali saluti e mi perdoni l’ora tarda.

Aldo Guffanti

P.S.: La informo che renderò pubblica questa mia email

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Milano e Roma, quinte di teatro

March 3rd, 2010 admin Posted in Generale | 1 Comment »

Milano e Roma, quinte di teatro

Per osservare la scena che si va delineando nell’esplosione teatrale dell’invalidazione delle liste a Milano e a Roma bisogna far ricorso a descrizioni su cui la stampa almeno oggi sorvola.

La quinta romana è dominata  dalle voci grosse, dalle parole da mercato, dalla ritrovata plebeità del popolo polveriniano, che tra sindacalismo di destra e capipopolo della vecchia AN ritrova nel ministro La Russa un interprete appassionato e, come tale, un po’ travalicante il ruolo istituzionale (poco fa Il Secolo d’Italia mi intervista come “pannellologo” per chiedermi se non trovo che Pannella voglia rubare la scena a tutti a proposito di La Russa e non mi è rimasto che dire che a fronte della plateale sua imprudenza il  ministro ha incocciato nell’inevitabile battuta di Marco che gli ricorda chi è il capo delle forze armate secondo la Costituzione).

La quinta milanese invece è silenziosa, senza tafferugli, tutta carte e controcarte, ma anche qui scheggiata dalle battute del governatore uscente che – immemore della prudenza dei vecchi democristiani – non mette un punto di domanda, non lascia affiorare un dubbio (che gli permetterebbe di scaricare un po’ sulle liti tra PDL e Lega cose di cui si carica lui, eccetera), non rinvia alla giustizia giusta l’esito di una cosa, in fondo, tecnica. No: il ricorso sarà accolto, io vincerò le elezioni. Punto.

L’ammiraglio della corazzata avrebbe tutte le ragioni per mantenere grande sobrietà. Primo per la posta in gioco, in sé incerta. Secondo perché la zatterina che lo sta speronando è un minuto ragazzo, uscito dagli squarci dell’ottocentesco pittore liberale risorgimentale Eurisio Capocci (quello che dipingeva passionalmente Luisa Sanfelice tradotta in carcere), di poche parole e di militanza antichissima, il giovane segretario dei radicali milanesi Lorenzo Lipparini. Il suo nome oggi è sulla bocca di tutti come quello di Davide il giorno dell’impresa obbligata nei confronti di Golia. A fronte del sentimento secondo cui  sarebbe giusto che le liste, tutte le liste,  non fossero sottratte alla competizione per questioni burocratiche (viene in mente oggi perché sono in forse le corazzate, non è venuto in mente l’altro ieri quando è stata bloccata in porto la zatterina radicale!),  questa scena di sproporzionato equilibrio di forza suscita qualche simpatia, su cui i media farebbero bene a fare considerazioni.

(Si prega di considerare questo testo come un comunicato stampa)

Stefano Rolando

Deposto candidato della Lista Bonino Pannella a Milano e a Como

 

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A Como (e probabilmente in Lombardia) vietato ai radicali presentarsi alle elezioni

March 1st, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

La lista Bonino Pannella (conferma oggi pomeriggio) cancellata a Como e provincia (a rischio nell’intera Lombardia) da una legge assurda, dall’indifferenza del sistema, dalle censure dell’informazione, dal non intervento tempestivo delle istituzioni competenti.

A Como (e probabilmente in Lombardia)

vietato ai radicali presentarsi alle elezioni

 

Dichiarazione dei candidati nella lista provinciale:

Stefano Rolando, Gabriella Barbaro, Aldo Guffanti e Rosella Colombo

 

Domenica, 28 febbraio 2010

Questa mattina (ieri, Domenica 28 Febbraio n.d.r.) sotto la statua di Giuseppe Parini a piazza Cordusio a Milano i candidati delle dodici liste provinciali Bonino Pannella, con il loro candidato regionale alla presidenza Marco Cappato, hanno spiegato a voce ai cittadini (a Radio Radicale in diretta) che gli uffici elettorali presso i tribunali, provincia per provincia, stanno rendendo noto che – pur avendo ottenuto queste liste più di diecimila firme autenticate, certificate e legalmente raccolte sulla base di liste effettivamente redatte per tempo, ma non le diciassettemila necessarie per consentire, in base alle modalità della legge, la convalida necessaria per essere in lizza il 28 e 29 marzo per il Consiglio regionale – i candidati radicali saranno, probabilmente tutti, sottratti al giudizio degli elettori lombardi. Essendo dunque possibile che a Roma sia una radicale a contendere la vittoria, a Torino siano i radicali a poter rendere decisivo il successo dell’intero schieramento di centro-sinistra, ma a Milano e in Lombardia (dove alle recenti europee il voto è oscillato dal 3% al 5% a seconda dei territori) i radicali spariranno dalla competizione.

La legge prevede che le liste siano in lizza accompagnate dalle firme legalmente raccolte di un congruo numero di cittadini che ne “garantisca” la base popolare. I radicali hanno sessanta anni di storia politica nell’Italia repubblicana, di quel Consiglio hanno fatto parte nel passato, anche piuttosto recente; sono in primo piano nel dibattito sui contenuti e sul metodo democratico in tutta Italia. Non fanno paura le forme. Fa paura il silenzio del sistema sulla questione e fa paura il fatto che i più raccolgano le liste con “altri metodi” (c’è anche un service commerciale che fornisce firme dai cinque agli otto euro l’una). Grazie ad ostacoli infatti. che si sono rivelati portatori di illegalità. il risultato della cancellazione è stato raggiunto.

Quali ostacoli? Facciamo il caso di Como, in cui erano fissate 1750 firme da raccogliere su tutto il territorio provinciale, mentre ne sono state raccolte 475 e prodotte in Tribunale 460. La legge prevede che i certificatori – potenzialmente 300 mila in tutta Italia – siano stimolati a svolgere questo lavoro dalle istituzioni di appartenenza, così come prevede che il sistema dell’informazione (soprattutto il servizio pubblico radiotelevisivo) crei le condizioni di conoscenza perché ciò avvenga e perché i cittadini siano indotti a sapere che firmare è un diritto che consente un altro diritto. A Como si è potuto contare su un solo certificatore dipendente pubblico disposto a stare per ore ai tavoli dei radicali e negli ultimi tempi di altri cinque certificatori cancellieri del tribunale a loro volta resisi disponibili. Il tempo medio in condizioni di legalità per la raccolta di una firma (contatto, riflessione, esecuzione, congedo) è di circa mezzora. I media hanno tenuto in ombra la questione salvo negli ultimi giorni quando ha preso rilievo nazionale la lotta svolta da Emma Bonino (a volte con sarcasmo di alcuni politici e alcuni giornalisti che anziché cogliere l’immensa infrazione sostanziale di diritti in corso le hanno rimproverato di fare capricci per interessi di partito). E’ evidente agli occhi di tutti – e anche alle prefetture e degli uffici elettorali dei tribunali, che tuttavia senza prove non possono agire – che il grosso delle liste è stato redatto all’ultimo minuto e che quindi la raccolta di firme in vari altri casi sia stata fatta “in bianco”. Per osservare le prescrizioni della legge combattendo contro una oggettiva marginalità, questo è il risultato conseguito dalla liste radicali, pur attraverso un comportamento dei militanti che è stato generosissimo e che ha incontrato anche un crescente e buon dialogo civile con i cittadini.

La dedica alla statua del Parini, scritta nel marmo, dice: “Al grande poeta lombardo, flagellatore di una età corrotta, maestro di virtù e di sapienza, finché duri la patria e il civile consorzio”.

I candidati della lista Bonino-Pannella a Como non hanno altro da aggiungere a ciò.

 

 

 

 

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Dichiarazione

March 1st, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Como, 28 febbraio 2010 h. 18.30


I candidati della Liste Bonino Pannella hanno reso poso fa la dichiarazione che annuncia l’esito dell’Ufficio elettorale del Tribunale di Como che li esclude dalla competizione elettorale regionale del 28 e 29 marzo per insufficienza di firme autenticate che accompagnano la lista.

In quella dichiarazione vi è descritto, riteniamo con chiarezza, il meccanismo tra dinamiche formali e dinamiche sostanziali per cui abbiamo tentato di richiamare per tempo l’attenzione delle istituzioni, dei media e dei cittadini-elettori. Per essere chiari nel momento in cui – sia pure a malincuore “facciamo notizia” – desidero, come capolista a Como, aggiungere alcune argomentate osservazioni.

Gabriella Barbaro, che ha presentato formalmente la lista in Tribunale, ha avuto legittimamente il verbale da cui si evince che:

  • in provincia si sono attivati 128 autenticatori aventi i requisiti

  • di essi 104 rivelano cariche partitiche (pari all’ 81,25%)

  • solo il 18,75% degli autenticatori esprimono dunque cariche “neutrali”, cioè amministrative (tra cui due soli giudici di pace)

  • gli unici che hanno utilizzato i cancellieri del tribunale per svolgere autentiche risultano i radicali.

Per comprendere di cosa si sta parlando aspettiamo tra l’altro gli accertamenti, tra le varie liste “accettate”, sulle verifiche attorno alle liste di “Forza Nuova” dove l’intero pacchetto di 1.902 firme presentate (su cui vi sono rilievi grafici tipo “la grafia delle firme risulta spesso eccezionalmente similare”) è stato autenticato da una sola persona, cioè dal consigliere comunale di Dizzasco Luca Pilli.

Insomma è venuto il momento – sia pure davanti al “morto” – per comprendere che sulle regole del funzionamento della democrazia non si alza mai abbastanza la soglia di attenzione.

Ed è anche venuto il momento per dire agli 8.119 elettori che hanno votato alle recenti europee per i radicali in provincia di Como oltre a quelli che ci hanno segnalato attenzione e interesse per l’approccio critico, civilmente preoccupato ma socialmente costruttivo che abbiamo avuto nel mese di campagna a disposizione, che manterremo il dialogo con loro e con i cittadini, che ragioneremo insieme su cosa sia “voto utile” il 28 e 29 marzo, che manterremo fermo e costante lo spirito di sorveglianza democratica attorno alla campagna elettorale.

 

 

Prof. Stefano Rolando

Capolista Lista Bonino-Pannella Como

 

 

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Fine fase pre-elettorale

February 27th, 2010 admin Posted in Generale | 1 Comment »

Stamane abbiamo provveduto a depositare in Tribunale le firme che abbiamo raccolto. Ogni firma presentata è stata autenticata davanti a pubblico ufficiale come prescrive la legge L43 del 1995.
Per quindici giorni, ogni giorno, col freddo, la neve, la pioggia siamo stati presenti in città con i nostri tavoli e gli autenticatori, che ringraziamo per aver sopportato insieme a noi le intemperie.
Durante questa fase pre-elettorale abbiamo constatato l’assoluta non-informazione dei cittadini comaschi, e lombardi in generale. Addirittura alcuni nemmeno sapevano che il 28-29 Marzo si svolgono le elezioni per il rinnovo del Parlamento Regionale. Molti invece ignoravano che tutti i partiti dovessero raccogliere le firme, quasi nessuno conosceva le modalità di raccolta, cioè che ogni singola firma deve essere apposta in presenza di autenticatore, che può essere: consigliere o assessore provinciale o comunale, impiegati provinciali o comunali autorizzati dal Presidente della Provincia o dal Sindaco, cancellieri del tribunale autorizzati dalla Corte d’Appello, notai.

Ricordiamo nello specifico cosa signica autentica delle firme: firma autenticata, ovvero apposta alla contestuale presenza dell’autenticatore, solo in questo modo risulta essere un atto di autentica.

Constatando la reale mancanza di informazione ai cittadini sulla procedura prevista nella fase pre-elettorale, abbiamo ritenuto opportuno fare azione in-formativa. Forti solo delle nostre corde vocali, abbiamo spiegato ai passanti la procedura, i quali hanno accolto la nostra in-formazione e via via ed in crescendo si sono avvicinati ai nostri tavoli per apporre la propria firma a sostegno della nostra lista, come altri si saranno recati ai punti di raccolta dei loro partiti preferiti dopo averci ascoltato.

Inoltre prima dell’apposizione della firma abbiamo recitato, quale formula di rito, a tutela degli stessi firmatari, che il cittadino può apporre la firma di sostegno solo per un simbolo elettorale.

Ringraziamo tutti i firmatari che hanno sottoscritto la lista Bonino-Pannella e i tanti che ci hanno aiutato.

Gabriella Barbaro e Aldo Guffanti.

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Elezioni come opportunità

February 23rd, 2010 admin Posted in Generale | No Comments »

Newsletter n. 8 (23 febbraio 2010)

Elezioni come opportunità.

Il sistema trasforma il cittadino-elettore in un cliente-consumatore.

Il caso di Como

 

  • Le elezioni regionali si articolano a dimensione provinciale. In ogni provincia le liste in lizza presentano candidati diversi, con il loro capolista. Il rapporto tra voti ottenuti e popolazione – su quorum regionale eventualmente raggiunto – esprime o non esprime eletti. Che diventano sostanzialmente i rappresentanti di quella provincia nella assemblea regionale. Nel caso della Lombardia (12 province, 9 milioni di abitanti), la dimensione è quella di uno Stato (grande come l’Ungheria o il Belgio).

  • L’occasione è dunque cruciale per fare il punto sul rapporto di forza e di rappresentanza tra province e regione. Forze e debolezze, opportunità e minacce (il famoso schema SWOT degli economisti) dovrebbero costruire la matrice su cui i candidati propongono e su cui i cittadini valutano.

  • Così fosse (superate le illegalità e immaginando istituzioni che favoriscono questo schema!!) saremmo in una democrazia matura e partecipata. Nella quale i media si sforzerebbero di tenere le piste aperte a questa vera valutazione. Isolando – se così si può dire – quella modalità di campagna elettorale in cui si vendono faccioni sorridenti (di questi tempi!) intesi come formaggini da mordere. Meno i soggetti in campo fanno analisi e meno i media sul campo fanno verifica, tanto più esplode la campagna dei faccioni formaggini in cui il cittadino–elettore diventa un espropriato (ma anche un auto-espropriato, non salviamogli sempre l’anima!) cliente-consumatore.

  • Siccome sono in lizza, candidato a Milano e capolista a Como, intervengo nella realtà di Como dopo alcune settimane di ascolto della realtà, lettura dei giornali locali, dialogo con i cittadini. Como (162 comuni, 537 mila abitanti, 6%) ha espresso tre consiglieri in assemblea regionale (3 su 80, meno del 4%). Due di maggioranza e uno di opposizione. Leggendo i giornali, quelli ufficiali, moderati, spesso teneri con i poteri, si capisce che:

    • I tre sono marginali nelle dinamiche politiche che contano in regione (parlano per lo più dei loro bisticci interni);

    • i temi sollevati nelle loro campagne sfiorano (nel caso dell’opposizione) o cancellano (nel caso della maggioranza) i nodi della crisi del territorio;

    • sulla crisi del manifatturiero e dell’occupazione non c’è finora una parola seria e non demagogica della politica in ambito elettorale;

    • sul vanto di Como – il lago – si dovrebbe impiantare la politica attrattiva principale del territorio; ma il giornale capo-area di Como, La Provincia, dice coraggiosamente che lo stato del turismo a Como è un disastro, mentre un muro cretino chiude la vista del lago e l’assessore regionale del settore è in galera per corruzione (spese improprie dei soldi che servono a promuovere il turismo).

  • I tre consiglieri eletti uscenti sono costati alla collettività 2 milioni e mezzo di euro nel corso della legislatura. Una “comunità-azionista” (se fosse tale), il giorno delle elezioni, dovrebbe fare una cosa sola: pesare questi argomenti e capire cosa significa essere bene o male rappresentati.

  • In conclusione, una campagna elettorale potrebbe essere una magnifica occasione per un bilancio identitario, economico, sociale del rapporto tra un territorio e le sue istituzioni di riferimento. Como avrebbe un immenso bisogno di guardare alle verità, capire la crisi, partecipare al confronto sulle soluzioni. Se il sistema (tanti complici!) si chiude sulla propaganda, se ne riparlerà tra cinque anni. Dimenticando che l’identità di un territorio è sempre competitiva, anche quando si rinuncia a competere.

  • Tra cinque anni così le crisi diventeranno brandelli. I cinque anni saranno pieni di mugugni. E i tre eletti assomiglieranno alle tre scimmiette: una non vede, l’altra non sente, la terza non parla.

  • PS: scommettiamo su quanti dei 62 indirizzi mediatici sul territorio a cui mando le mie newsletter mi riprenderanno? Finora (un mese) mi hanno chiamato in due…per propormi tariffe per spot a pagamento!!

 

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