Da qualche anno siamo abituati a 25 Aprile un po’ polemici, da una parte i leghisti ed alcuni destrorsi, dall’altra i partigiani e i sinistrorsi. Quest’anno si è andati oltre. Quest’anno un po’ ovunque, anche qui a Como, vi sono stati moti di protesta verso il potere che hanno fatto gridare allo scandalo chi questo potere lo detiene, sostenendo che il 25 Aprile è festa di tutti e bla bla bla. No, il 25 Aprile non è festa di tutti, il 25 Aprile è per chi crede nella libertà, nella democrazia, nel rispetto, nella tutela dei diritti umani e civili; il 25 Aprile è per chi promuove la pace sociale, per chi vuole una giustizia giusta, per chi crede in una delle costituzioni migliori in assoluto che ci siano al mondo, una Costituzione fondata sul rispetto, sul reciproco aiuto in base alle propie capacità personali ed economiche, una Costituzione che ripudia l’avidità, la sete di potere, l’autoritarismo. Una Costituzione fortemente democratica e per questo molto poco attuata. Una Costituzione spesso vituperata, infangata e tradita.
I Signori del Potere piuttosto che lamentarsi farebbero bene a comprendere le motivazioni di tali proteste, che nulla hanno a che fare con l’essere di destra o di sinistra (anche Bersani è stato fischiato) ma hanno molto a che vedere con l’essere democratici o anti-democratici.
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Per noi di Como ciò che accade al di là del confine ha una certa importanza, non tanto perchè ci andiamo a fare benzina ma soprattutto perchè ci lavorano tanti comaschi. E’ perciò con somma gioia che accolgo la vittoria della Lega Ticinese alle elezioni cantonali di ieri. Forse vi posso sembrare impazzito ma vi assicuro che non lo sono affatto. Finalmente i leghisti di casa nostra avranno l’ebbrezza di provare su sè stessi la politica bossiana stando dall’altra parte. Dalla parte cioè di quelli che se ne devono andare föra da i ball. Dovrebbero esultare essendo riusciti ad esportare al di là dei confini nazionali l’ideologia leghista, temo però che non sarà così. Forse finalmente, provando sulla propria pelle gli effetti di quella politica, capiranno quante minchiate dice quotidianamente il loro Bossi e forse si renderanno conto delle parole profetiche di quel vecchio rincoglionito di Pannella quando parla di diritti civili.
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Domenica 10 Aprile in P.zza Duomo a Milano si terrà un comizio a partire dalle ore 16,00 sul tema “Legalizzare Milano per legalizzare l’Italia” organizzato in vista delle prossime elezioni amministrative del capoluogo lombardo.
Saranno presenti sul palco: Emma Bonino, Maria Antonietta Farina Coscioni, Marco Pannella, Silvio Viale e Mina Welby.
Chiunque creda in un’Italia e in una Milano onesta, pulita, dove la legalità non sia un’eccezione ma la regola, un’Italia e una Milano la cui dignità non venga continuamente infangata, è invitato a partecipare.
Cambiare l’Italia si può, e si deve!
Partiamo da qui.
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Dal sito di Radicali Italiani:
L’Ex-Presidente della Corte d’appello di Milano Alfonso Marra, dimessosi (lui sì!) per “ristabilire la verità”, ha riferito di un fatto della massima gravità. Racconta infatti Marra che il Prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi lo ha contattato per informarsi sulla situazione del ricorso dei Radicali della Lista Bonino-Pannella contro l’ammissione delle liste taroccate di Roberto Formigoni, un ricorso accolto con una decisione dell’Ufficio elettorale che -disse il Prefetto a Marra- “a detta di molti era infodata”. Il Prefetto Lombardi non solo non smentisce, ma addirittura fa sapere che la telefonata “rientrava nella normalità dei rapporti istituzionali”. Allucinante.
L’unica “normalità” nella quale può rientrare la telefonata di un Prefetto che riporta l’infondatezza (si vede ora l’infondatezza…!) di una decisione giudiziaria è la “normalità” banditesca di un regime non-democratico, di una Repubblica delle banane dove si falsificano centinaia di firme per presentare illegalmente alle elezioni un Presidente di Regione al quarto mandato consecutivo, dove un Presidente di Regione o i suoi sottoposti (ce lo spieghi Lei, Presidente!) mandano faccendieri a far pressione nei tribunali contro le decisioni di giudici, dove un Presidente di Regione chiede al Ministro di giustizia di mandare un’ispezione contro giudici che hanno osato verificare la legalità delle firme presentate a sostegno della sua stessa candidatura.E ora abbiamo anche un prefetto che si fa portavoce dell’”infondatezza”. La peste dell’illegalità dilaga in Lombardia come la monnezza campana, solo con più discrezione, senza un minimo di informazione e contraddittorio -che sarebbe dovuti a milioni di elettori ingannati e truffati- con chi aveva denunciato per tempo ciò che stava accadendo: i Radicali di quel tale Pannella, in sciopero della fame da tre settimane per chiedere, tra le altre cose,la legalizzazione della giustizia e delle carceri.Dichiarazione di Marco Cappato, Radicali italiani / Lista Bonino – Pannella
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Ci risiamo. Puntualmete la televisione, ma non solo, ha bisogno di un mostro da sbattere in prima serata. Il pudore verso i familiari della o delle vittime vengono stritolati dalla macchina mediatica, rendendo loro impossibile soffrire con dignità. Il mostro o i mostri eccoli lì, su tutti i teleschermi. Le televisioni fanno a gara a chi mostra i particolari più crudi e crudeli, è una corsa all’orrore. Chi ci guadagna? Il telespettatore morboso forse, tutti gli altri, quelli che ancora mantengono un po’ di senso di dignità ne sono schifati.
Viene da chiedersi se le televisioni si scagliano contro il mostro di turno perchè non hanno altro da mostrare, con gli indici di ascolto in costante calo ed allora, ecco, si crea il mostro, lo si sbatte nei primi servizi dei TG e si fanno trasmissioni di, presunto, approfondimento soddisfacendo il bisogno di sangue che, in fondo, c’è in tutti noi.
Durante la rivoluzione francese c’era la ghigliottina a soddisfare gli istinti vampireschi del popolo, adesso c’è la televisione. A volte però si usano i fatti di cronaca nera per distogliere l’attenzione dai veri problemi che attanagliano il paese, dopotutto anche un omicidio può essere circenses.
E’ uno spettacolo svilente, che abbruttisce la TV e, di conseguenza, chi la guarda. C’è molto meglio da trasmettere che non le pugnalate con cui è stata uccisa la vittima, oppure le inquadrature della maglietta insaguinata. Tutto viene scandagliato meticolosamente e vivisezionato, senza rispetto, senza rimorso, senza, come dicevo all’inizio, pudore.
L’abbiamo visto col delitto di Cogne e adesso rieccoci con la povera Sarah Scazzi. Tutta la sua vita è stata messa sotto la lente d’ingrandimento della televisione, nulla di lei è stato tralasciato, trascurato, omesso. Alla faccia della privacy.
Ciò che più fa pena però è vedere genitori, fratelli, padri e madri che vengono coinvolti in un gioco più grande di loro e non riescono ad opporvisi, anzi a volte lo incoraggiano senza rendersi conto dell’atrocità del circo televisivo.
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L’Italia si sta avviando ad essere una paese federalista, ciò che non è chiaro è il tipo di federalismo. Perchè di federalismi non ve n’è solo uno ma ve ne sono diversi, c’è il federalismo svizzero, il federalismo tedesco, il federalismo statunitense tanto per dire i più noti ma potremmo anche aggiungerci quello messicano o quello brasiliano o argentino. Ognuno di questi ha peculiarità proprie. Ciò che è noto, o meglio non è noto affatto, è a quale federalismo ci si ispira. Nessuno ce l’ha detto, tantomeno la Lega che del federalismo ne ha fatto la sua bandiera. A questo proposito, quando le Lega parla di federalismo finisce sempre col parlare di soldi, soldi, soldi ma il federalismo è molto di più, anzi nei paesi federalisti la questione soldi può essere addirittura marginale perchè prima vengono altre cose più importanti. Tutti i federalismi hanno però alcune caratteristiche in comune, vediamole quindi quali sono queste caratteristiche e confrontiamole con la situazione italiana.
La prima è un forte senso nazionale ed un grande rispetto verso le istituzioni centrali. Un abitante di Los Angeles prima si definisce americano poi californiano, un abitante di Dallas prima di tutto è americano e solo dopo texano. Un luganese è soprattutto svizzero e solo dopo un cittadino di Lugano esattamente come un zurighese, nonostante parlino lingue differenti. Un abitante di Monaco di Baviera è soprattutto tedesco e poi bavarese, lo stesso discorso vale per un berlinese. In Italia invece la Lega con la nazione ci si pulisce il … Non è esattamente un comportamento federalista.
La seconda caratteristica in comune fra tutti i federalismi è che si sono dotati i cittadini di strumenti di controllo del potere. Cioè sono i cittadini che controllano il potere non il potere che controlla i cittadini. In Svizzera ad esempio esiste il referendum propositivo senza quorum, perchè il cittadino deve essere responsabile delle proprie scelte, controllo significa anche responsabilità. Sappiamo tutti che in Svizzera i referendum si fanno ogni 3×2, ciò significa che i cittadini decidono, sono quindi parte attiva nella gestione della cosa pubblica. Negli Stati Uniti le cose sono un po’ diverse. Lì esiste l’uninominale secco, cioè non si vota il partito ma il candidato, che può anche non essere legato a nessun partito. Questo comporta un forte legame fra candidato e territorio. La forma di controllo che gli americani si sono dati sono i comitati di cittadini. Negli USA esistono comitati di cittadini dovunque e per qualunque causa ed esercitano una forte pressione sugli eletti, e non può essere che così, perchè se l’eletto dipende in maniera diretta dai propri elettori, se li delude, alle prossime elezioni viene trombato. Da noi le cose si avviano ad essere completamente diverse da questi due esempi. Da noi ci si è limitati a trasferire il potere dall’istituzione centrale alle istituzioni periferiche senza cambiarne la natura, la gestione ed il controllo. Facciamo un esempio concreto. Oggi la sanità pubblica è amministrata dai parlamenti regionali, concretamente, è amministrata quindi dal Presidente di Regione e dalla sua maggioranza. Se prima i cittadini italiani non avevano voce in capitolo sulle decisioni prese a Roma, adesso è ancora così. I cittadini regionali non hanno alcun tipo di controllo sulle decisioni prese dal Consiglio Regionale. In sostanza per il cittadino non è cambiato nulla, è costretto a subire le decisioni calate dall’alto. Ma questo, non è molto federalista, perchè come detto sopra uno dei cardini del federalismo è il controllo da parte della popolazione sulla gestione pubblica, eppure la Lega non propone nessuna riforma al riguardo. Certo anche da noi ci sono i referendum, ma sono stati resi talmente difficili e farraginosi da essere una impresa ardua metterli in opera, cioè si è vanificato il sistema di controllo. Lo vediamo in questi mesi con i referendum milanesi sull’ecologia. E’ come se i nostri amministratori avessero dato a ciascuno di noi un fucile senza però darci i pallettoni.
Un altro punto cardine del federalismo è la consapevolezza che alcune strutture sono di importanza nazionale e non devono essere amministrate dai localismi ma dal potere centrale. Una di queste strutture sono le autostrade. Ad esempio nella vicina Svizzera le autostrade sono gestite dall’ente federale USTRA con sede in via Muhlestrasse 2, Ittigen, Berna. Da noi le autostrade sono gestite, non dallo Stato, ma da una miriade di consigli d’amministrazione. Ma da chi sono composti questi consigli? Non da esperti della viabilità, non da urbanisti e nemmeno da esperti del territorio ma nella maggioranza dei casi da amministratori pubblici, cioè da gente che ha già un piede nelle amministrazioni locali. Dato che, ovviamente nessuno fa niente per niente, non è affatto raro avere consiglieri autostradali che percepisco non uno bensì due o magari anche tre stipendi, alla faccia dei molti italiani che di stipendi non ne prendono nemmeno uno. Se ad esempio vogliamo andare da Milano a Venezia, nel costo del pedaggio è compreso il mantenimento di ben quattro carrozzoni e viene da pensare: perchè non abolirne tre lasciandone solo uno diminuendo così le spese autostradali e di conseguenza il pedaggio? E’ una domanda che dobbiamo rigirare ai nostri politici, anche alla Lega che al riguardo non ha proposto, di nuovo, assolutamente nulla. Molto probabilmente però avremo risposte per niente esaurienti, per il semplice fatto ad esempio che di leghisti, i consigli d’amministrazione delle autostrade del nord, ne sono pieni.
Concludendo, non solo non si capisce il tipo di federalismo che si vuole attuare in Italia, ma vi sono anche diverse anomalie. Una riforma federalista seria, prima di trasferire i poteri dal centro alla periferia dota i cittadini di tutti gli strumenti di controllo necessari, non viceversa, ma questo, come abbiamo visto non sta avvenendo. Si ha quindi l’impressione che il federalismo sia soltanto un modo per far restare le cose come sono ora, in cui il cittadino non ha alcuna voce in capitolo nella gestione della cosa pubblica. Corriamo quindi il serio pericolo che invece di avere un solo ladrone a Roma, ce ne troveremo addirittura quaranta.
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L’Assemblea dell’Associazione Radicali Como si terrà alle ore 21,00 presso il bar dell’Hotel Palace a Como.
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September 29th, 2010 · No Comments
L’italia è terra di conquista, lo è sempre stata dalla caduta dell’Impero Romano e lo è ancora adesso. Qui da noi comandano tutti, la Chiesa, l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Russia, la Cina e adesso anche Gheddafi. Comandano tutti tranne gli italiani, popolo mite che accetta ogni cosa passivamente facendo spallucce, ben diverso dai cugini francesi che se gli girano ti tagliano la testa. Da noi l’unica cosa che si taglia è la pizza, però dipende dal coltello.
Son vent’anni che l’Italia va indietro. Va indietro l’economia, l’industria, la società, la cultura. Nonostante questo gli italiani imperterriti continuano a votare coloro che, ormai, si sono rivelati incapaci di invertire questa tendenza. Incapacità forse dovuta ai troppi padroni, dai retta a questo, dai retta a quello e va a finire che non si fa nulla. Basterebbe una folata di vento per farli cadere tutti quanti, ma non ditelo agli italiani, non serve, non vi ascolteranno.
Si dice che in democrazia il popolo è sovrano. Forse è vero ma non qui. Qui da noi il popolo è ancora suddito e come tale si comporta continuando a chinarsi ai padroni e ai padroncini. Gli italiani fan come quella canzone di Jannacci, quella che parla del Re che piange, del Papa che piange, del ricco che piange ed il povero che ride. Mah, a me ‘sto povero sembra un po’ co ***one. Però Jannaci ci ha preso in pieno. Li conosce bene gli italiani.
Agli italiani piacciono le palle, che siano bianche o nere o metaforiche purchè siano palle. Ne abbiamo sentite a iosa di palle, di ogni tipo, di ogni colore e di ogni grandezza e ancora ci crediamo, forse speriamo nel quarto uomo.
Un adagio dice: “se vuoi cambiare il mondo, cambia te stesso”, facile a dirsi ma molto meno a farsi, eppure è più facile compiere questa prodezza che cambiare gli italiani. Non che siano cocciuti, è che sono impermeabili e permeabili allo stesso tempo. Si fanno passare le cose addosso, anche le fregature, con una nonchalance da far invidia alla Regina Elisabetta ed assorbono qualunque cosa gli venga propinata facendola propria e finendo per crederci. Il tutto agevolato da una memoria storica praticamente inesistente. Non si ricordano nemmeno che il tale politico è stato condannato l’altro ieri e lo fanno diventare ministro. Per non parlare dei tanti morti ammazzati per la patria e per l’onore. Ormai son morti, perchè ricordarli? Piuttosto che morire a Porta Pia, sul Piave, in Russia o nei lager avessero fatto un gol sarebbero passati a memoria imperitura. Stolti!
Gli italiani dan credito a tutti, anche a chi ha dimostrato di essere un mentitore incallito. Non importa può sempre cambiare. Chissà magari stavolta dice la verità. Di verità ce n’è una sola, quella di prima quando parlavo di Jannacci. Però gli italiani no, son furbi loro, sono i più furbi del mondo. Credono con tutta la loro anima di fregarti e non importa se poi ad essere fregati son loro, l’importante è crederci.
Gli italiani son carne da macello, quando c’è qualche conflitto son lì pronti in prima linea. Operai, insegnanti, infermieri, artisti, studenti, pompieri, poliziotti, tutti in prima linea. Gli altri campano e loro crepano, crepa il lavoro, crepa la scuola, crepa la cultura, crepa la legge, crepa l’ambiente, e gli italiani stoici si immolano in silenzio per proteggere quei pochi che campano sempre, la classe eletta, i superuomini (e superdonne), i salvisti di professione che hanno i piedi al caldo e sempre ce li avranno, però piangono. Jannacci docet.
Se qualche volta gli italiani si scansassero scorpirebbero quanto è bello salvarsi dall’ingordigia, dall’avidità, dalla disonestà, dal sopruso, dall’ipocrisia, dal moralismo, dall’ignoranza, dal razzismo. Ma che parlo a fare? Tanto gli italiani non si scanseranno mai.
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September 21st, 2010 · No Comments
Si indice un’Assemblea dell’Associazione Radicali Como per Lunedì 25 Ottobre alle ore 21,00 a cui sono invitati a partecipare tutti gli iscritti, con il seguente ordine del giorno:
- Elezione del Segretario
- Elezione del Tesoriere
- Varie ed eventuali
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September 21st, 2010 · No Comments

Per venerdì 1 Ottobre ci si trova a Cantù al Ristorante Mare Chiaro in via Matteotti 4 per una pizza. Il ritrovo è fissato per le ore 21,00. La pizzata è aperta a tutti, iscritti e simpatizzanti o anche semplici curiosi. E’ necessario prenotare entro e non oltre martedì prossimo scrivendoci una semplice email all’indizzo: radicalicomo@radicalicomo.it
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