Rispondo qui, pubblicamente, alle motivazioni che il Presidente della Repubblica ha esposto per la firma del ‘decreto interpretativo’. Motivazioni pubblicate sul sito del Quirinale.
“Prima di tutto mi sento profondamente offeso, ed anche, profondamente preoccupato, da tali motovazioni.
Il Presidente scrive: “Erano in gioco due interessi o “beni” entrambi meritevoli di tutela: il rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi”.
Sig. Presidente, la questione era esattamente l’opposto rispetto a quella da Lei enunciata. Non era una questione di diritti degli elettori ma di responsabilità delle forze politiche, responsabilità che si sono ripercosse sull’elettorato per colpe interne dei partiti. Presidente, le norme non sono un accessorio ma hanno una ragione d’essere che è quella di porre tutti i soggetti sullo stesso piano giuridico. Piano che Lei ed il governo avete scardinato. Presidente, noi Radicali abbiamo presentato le firme rispettando tutte le norme e siamo stati esclusi dalla competizione elettorale. I nostri elettori non hanno diritto ad essere tutelati anch’essi? Presidente, per le forze politiche che hanno agito rispettando le norme non sono previsti ulteriori decreti interpretativi?
Presidente Napolitano, fin dove arriva il confine entro cui una parte politica si può spingere? Fin dove la legge si può interpretare, violare, calpestare? Sarebbe meglio che ce lo spiegasse, ma soprattutto sarebbe meglio che lo spiegasse ai partiti.”
Aldo Guffanti





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