Permettetemi di parlare del più grande partito lombardo. No, non è il PdL, come sicuramente tenderete a pensare ma il partito dell’astensionismo.
Con 2.721.237 non-voti, pari al 35,37% il partito del non-voto è in assoluto il maggiore partito lombardo, uscito dalle elezioni regionali. Se a questa percentuale già alta aggiungiamo le schede nulle e le schede bianche otteniamo la bella percentuale del 38,44%. Ciò significa che tantissimi cittadini della nostra regione hanno perso fiducia nei partiti che si sono presentati alle elezioni. Insomma le fanfare che alcuni strombazzano sono fanfare stonate e, anzi, piuttosto che suonare sarebbe il caso di preoccuparsi. Già perchè questo significa che chi ci ha governato fino ad ora, in realtà ha fallito. Altro che vittoria!
Certo il fallimento è doppio per l’opposizione perchè se non è riuscita a convincere queste persone sfiduciate, significa che è stata un’opposizione fallimentare.
C’è quindi da riflettere per tutti. Per chi governa perchè se il partito del non-voto decidesse di prendere una posizione alternativa, rischierebbe un flop clamoroso; per chi si oppone alla maggioranza perchè non ha saputo fare sue le istanze di questi delusi.
C’è anche un altro dato che si evince da questi numeri. La maggioranza ha bocciato i vari catto-ismi. Il non-voto insomma è stanco del catto-affarismo di Formigoni, del catto-comunismo del PD, del catto-integralismo della Lega. Perchè questa considerazione? E’ molto semplice, lo si capisce dalla sconfitta bruciante dell’UdC e del suo catto-vaticanismo, cioè il cattolicesimo più tradizionale ma meno bigotto, quel cattolicesimo moderno ma non esagerato, quello insomma della Santa Sede. La gente quindi è stanca di vedersi sempre tirare in ballo Dio da gente che poi alla resa dei fatti concreti di Dio non gliene importa nulla. Una seria considerazione suggerirebbe a lor signori di riportare Colui Che Sta Lassù ad una sfera più intima senza sbandierarlo ad ogni occasione, spesso a sproposito.
Ovviamente nulla accadrà, lo si vede dai loro comportamenti ad un mese e mezzo dalle elezioni. Chissà però che farà il partito di maggioranza, come reagirà questo popolo di sfiduciati alle prossime politiche, che siano fra tre anni o, non è da escludersi, un poco prima. Staremo a vedere, la partita è aperta e non è detto che a sorpresa possa venir fuori un terzo incomodo.





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