In comune c’è aria di cambiamento. No, state calmi, nessun rimpasto e nessun’aria di dimissioni (per ora), semplicemente si voglion cambiare i computer dei signori consiglieri.
E’ bastato un bit perchè scoppiasse il putiferio, con le opposizioni a dire che non è necessario, chè quelli attuali vanno benissimo, che non è questo il momento per sperperare il denaro pubblico ecc. ecc., insomma la solita storia da opposizione.
Leggendo un noto quotidiano locale si evince anche che tale cambiamento avrebbe compotato pure una consistente trapanatura del tavolo consiliare per far passare i cavi di internet.
Non so chi sia il tecnico informatico del comune ma dovrebbero avvisarlo che hanno inventato il wi-fi e che ormai i buchi si fan solo agli orecchi.
Comunque sia ora la discussione è aperta, con il Presidente consiliare, Mario Pastore, che va in tilt sostenendo che la mozione, con relativi fondi, per il cambiamento dei pc era già stata approvata, che i vecchi pc sono obsoleti, continuano a rompersi e riparali costa, e li vuole sbolognare a qualche ufficio comunale che si ritroverà con dei nuovissimi computer vecchi (mah!). Le opposizioni invece ferme nel dire “questo cambio non s’ha da fare ed i computer nuovi se li possono comprare i consilieri di tasca propria” (seeeeee perchè ci crediamo), insomma si rischia una bella schermata blu.
Ora, per i pc vecchi, forse in comune non lo sanno ma c’è un fiorente mercato di modernariato dove è possibile reperire, senza spendere una fortuna, tutto ciò che serve. A parte questo mi sembra che si stia affrontando la questione nella maniera sbagliata. Secondo me prima di decidere se i pc vanno cambiati o no, bisogna ragionare, con calma, sul loro utilizzo, e, possibilmente, anche sul risparmio. Ora, non è che bisogna comprare dei computer minimali, non è questo il punto, la questione sostanziale è cosa metterci dentro, perchè un computer non è nient’altro che una scatola, ciò che importa è il contenuto.
Già perchè una buona fetta del costo di un PC è dovuto al Sistema Operativo (S.O.). Il tecnico informatico del comune dovrebbe sapere, se è un tecnico, che non esistono solo i sistemi operativi proprietari, coma ad esempio Windows 7 e MacOSX, ma esistono anche i Sistemi Operativi aperti, il cosiddetto open source, che non costano nemmeno una cicca, o se costano, hanno un prezzo notevolemente inferiore ai sistemi proprietari.
Il punto saliente secondo me è questo, ed in comune nemmeno lo stanno affrontando. In sostanza, parlando di soldoni, se un PC con su le finestrelle costa 600 €, quello stesso PC con installato un sistema aperto costerebbe 400-450 €. Mi sembra un bel risparmio.
Il tecnico informatico del comune dovrebbe sapere, sennò fategli fare un corso di aggiornamento, che ormai il software libero ha fatto passi da gigante. Consideriamo ad esempio Linux, che non è un fumetto ma un S. O. inventato da Linus Torvalds e basato su UNIX (Linus+Unix=Linux). Ebbene, una volta Linux era considerato una cosa per smanettoni (come del resto il DOS prima che Bill Gates gli aggiungesse le famose finestrelle), cioè per quegli esseri strani che del computer conoscevano tutto, persino le parti intime. Ora non è più così. Linux ormai è diventato talmente semplice che anche un bimbo lo può utilizzare senza nemmeno i casini delle finestre. Eh si, sembrerà strano ma Linux ormai è diventato facilissimo e, anche graficamente, non è niente male. Lo si scarica da internet, lo si installa in un attimo, lo si usa da subito, nessun problema di licenze (a pagamento). Inoltre non ha tutti gli inconvenienti che si possono avere tenendo le finestre aperte, da cui può entrare di tutto, dai cavalli di troja, ai pericolosi virus. Dato che tali computer servono per l’amministrazione pubblica, che non può permettersi nessuna perdita di dati, ciò è di notevole importanza.
Io non sono un tecnico informatico, ma quando sento dire da qualcuno che il software libero non fa le stesse cose del software proprietario mi vengono in mente due cose, o che non sa di cosa parla, o che mente sapendo di mentire. In entrambi i casi meglio sarebbe se se ne stesse zitto.
Per la cronaca comunque, è giusto che si sappia che esistono distribuzioni (così si chiamano i S.O. basati su Linux), costruite apposta per i computer obsoleti. Strano vero? Eh si! I programmatori di Linux sono dei tipi davvero strani, invece di buttare la roba, pensano al loro riutilizzo. Li potremmo definire i green peace dell’informatica.
Qualche considerazione tecnica però ci vuole. In ambito d’ufficio forse ben pochi sanno che taluni formati proprietari, ad esempio il .doc, non solo è pesante ma può addirittura contenere dei virus. Immaginatevi un consigliere ignaro, che manda un testo .doc infettato ad un collega, che lo apre, infetta incosapevolmente il proprio pc, poi lo passa ad un altro collega che fa lo stesso e così via. Una strage informatica vera e propria.
Esistono invece dei formati aperti, tipo il .odt (quello usato da OpenOffice.org tanto per non fare nomi) che invece, oltre ad essere notevolemente più leggeri del .doc, non possono contenere virus. Perchè?
Semplice, il codice sorgente del documento in .doc non è visionabile, questo però non significa che nessuno ci possa mettere mano, qualche furbetto del quartierino che si intende un po’ di informatica, potrebbe riuscire ad aprirlo, manipolarlo ed inserirgli un bel bacherozzo infestante. Il formato .odt invece è un semplice file XML zippato. Ciò significa che anche voi, che magari di informatica ne sapete quanto io ne so di fisica nucleare (cioè nulla) potete aprirlo e vedere cosa c’è dentro. Bello no?
Certo anche il software libero può avere dei difetti, nessuno è perfetto. In tal caso il problema però viene quasi sempre risolto in pochissimo tempo. Questo perchè, essendo appunto libero, qualsiasi programmatore se lo vuole può metterci mano. Quando nel software libero c’è qualche baco, centinaia di programmatori in tutto il mondo si mettono a cercare la soluzione, ecco perchè i problemi vengono risolti in breve tempo. Per i software proprietari invece bisogna aspettare i comodi della casa madre che magari in quel momento è occupata a fare altro.
Di tutto questo però in consiglio comunale non si discute, ci si limita a dire pc si, pc no, affrontando il problema con prese di posizione invece di fare una sana e costruttiva riflessione.
Ci tengo a sottolineare inoltre, che il software libero è già usato dalle amministrazioni pubbliche di diversi paesi fra i quali la Francia, la Germania, la Cina ed il Brasile. Nessuna Repubblica delle Banane quindi ma fior di nazioni.





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